Angelo Messedaglia
Il Liceo prende il nome da Angelo Messedaglia, figura di studioso di scienze giuridiche ed economiche nato a Villafranca di Verona nel 1820.
Dopo aver frequentato il Cesareo Regio Convitto in Sant’Anastasia l'attuale Liceo-Ginnasio Scipione Maffei), si laureò in Giurisprudenza nella facoltà di Pavia, dove pure insegnò poco dopo.
Negli anni successivi ricoprì la docenza universitaria anche a Padova e a Roma. Partecipe degli ideali risorgimentali, denunciò a Ricasoli il comportamento violentemente repressivo dei soldati austriaci contro la popolazione veronese, dopo la liberazione del Veneto nel 1866.
Fu amico di Marco Minghetti e di Quintino Sella con i quali condivise il programma ideale e politico della Destra liberale.
Tra queste fila sedette in Parlamento come deputato del Regno tra il 1866 e il 1882.
In campo politico governativo, a Roma, fu molto apprezzato per le sue competenze specifiche in materia giuridica, tributaria e statistica per le quali gli fu anche chiesto di ricoprire la carica di ministro, ma a ciò si oppose, per il suo temperamento schivo e più incline all’approfondimento degli studi.
Particolare caratteristica di Angelo Messedaglia studioso fu l’ampia estensione dei suoi interessi culturali. Conosceva, infatti, molte lingue moderne e le lingue antiche, cosa per cui compì degli studi omerici e tradusse in italiano poesie dell’ inglese Longfellow, suo contemporaneo:
Tra le sue amicizie letterarie si annoveravano i veronesi Aleardo Aleardi e Caterina Bon Brenzoni, mentre, tra i letterati di fama più ampia, fu in contatto con Carducci e Fogazzaro che nel 1902, ad un anno dalla morte dello studioso, espresse in un breve scritto tutta la sua stima per lui.
Nel 1859, cinquantenario dell’insegnamento universitario di Messedaglia, i colleghi professori e gli studenti della facoltà di Giurisprudenza di Roma gli presentarono un riconoscimento di stima tramite un libro con le firme di eminenti studiosi di Economia e Statistica di livello internazionale e di uomini dell’amministrazione dello Stato.
embro di varie accademie italiane e straniere, fu presidente dell’Accademia dei Lincei fino al giorno della morte che avvenne a Roma nell’aprile del 1901.
La cittadina di Villafranca, nel primo anniversario della morte, pose un ricordo marmoreo di Messedaglia sulla sua casa natale,sita nell’edificio del caffè Fantoni sull’attuale corso Vittorio Emanuele.
Un consistente patrimonio documentario sullo studioso villafranchese è posseduto dalla Biblioteca Civica di Verona, cui è stato affidato dal nipote Luigi.
Tra queste fila sedette in Parlamento come deputato del Regno tra il 1866 e il 1882.
In campo politico governativo, a Roma, fu molto apprezzato per le sue competenze specifiche in materia giuridica, tributaria e statistica per le quali gli fu anche chiesto di ricoprire la carica di ministro, ma a ciò si oppose, per il suo temperamento schivo e più incline all’approfondimento degli studi.
Particolare caratteristica di Angelo Messedaglia studioso fu l’ampia estensione dei suoi interessi culturali. Conosceva, infatti, molte lingue moderne e le lingue antiche, cosa per cui compì degli studi omerici e tradusse in italiano poesie dell’ inglese Longfellow, suo contemporaneo:
“… procedeva, da uno studio sulla popolazione, ad una ricerca sulla cronologia omerica;dalle gravi indagini, irte di tecnicismi inamabili sulla moneta e sui debiti pubblici,
si riposava colle traduzioni eleganti di Longfellow e di Moore…” . (*)
si riposava colle traduzioni eleganti di Longfellow e di Moore…” . (*)
Tra le sue amicizie letterarie si annoveravano i veronesi Aleardo Aleardi e Caterina Bon Brenzoni, mentre, tra i letterati di fama più ampia, fu in contatto con Carducci e Fogazzaro che nel 1902, ad un anno dalla morte dello studioso, espresse in un breve scritto tutta la sua stima per lui.
Nel 1859, cinquantenario dell’insegnamento universitario di Messedaglia, i colleghi professori e gli studenti della facoltà di Giurisprudenza di Roma gli presentarono un riconoscimento di stima tramite un libro con le firme di eminenti studiosi di Economia e Statistica di livello internazionale e di uomini dell’amministrazione dello Stato.
embro di varie accademie italiane e straniere, fu presidente dell’Accademia dei Lincei fino al giorno della morte che avvenne a Roma nell’aprile del 1901.
La cittadina di Villafranca, nel primo anniversario della morte, pose un ricordo marmoreo di Messedaglia sulla sua casa natale,sita nell’edificio del caffè Fantoni sull’attuale corso Vittorio Emanuele.
Un consistente patrimonio documentario sullo studioso villafranchese è posseduto dalla Biblioteca Civica di Verona, cui è stato affidato dal nipote Luigi.